ARGENTO COLLOIDALE: scoprilo insieme a me!

L’Argento Colloidale è una miscela formata da particelle microscopiche di argento e una fase disperdente (acqua bidistillata, senza conservanti e additivi).

In funzione della concentrazione con la quale viene impiegato, ha la capacità di inibire o limitare la replicazione batterica, virale, micotica e di eliminare agenti patogeni (disinfettante). Agisce bloccando la via metabolica di alcuni enzimi necessari alla sopravvivenza e proliferazione di questi agenti e microrganismi (metabolismo dell’ossigeno), e rendendo permeabile la superficie del battere. Inoltre, rispetto un antibiotico, funziona ad un ritmo più veloce in cui gli agenti patogeni non hanno l’opportunità di mutare, eliminando il rischio di resistenza.

L’argento colloidale di qualità è composto di nanoparticelle di argento stabili (indice PDL 0.5) e di pari dimensione, in grado cioè di mantenere forma ed efficacia nel tempo. È una caratteristica molto importante perché proprio l’aumento della dimensione delle particelle e quindi la loro aggregazione, indica la proporzionale diminuzione della qualità del prodotto. Questo spiega anche il perché di come diversi argento colloidale in commercio tendano a cambiare colore nel tempo, dal giallo paglierino al verde scuro, al grigio, al trasparente.
Il colore dev’essere tendente al giallo-marrone: colore derivante dal riflesso della luce sulle piccole particelle di argento.

In termini di attività antimicrobica, l’efficacia migliore risulta essere quella con la dimensione delle particelle con un diametro normale che può variare da µ 0.01 a 0.001.
Più piccola sarà la particella, maggiore sarà la sua efficacia in nanometri.
Diversa cosa è invece la concentrazione del metallo che è espressa in parti per milione (ppm). Nell’animale, come nell’uomo, si tendono ad usare le 10 o le 20 ppm, ma esistono formulazione da 40 o 50 ppm. Andare oltre significa rischiare di perdere l’efficacia, in quanto le particelle tenderebbero all’aggregazione e quindi si avrebbe una sensibile riduzione dei benefici, ma anche la sicurezza di utilizzo.

Altro dato peculiare da tenere presente è la differenza tra colloidale, ionico e sali di argento. In commercio infatti, è possibile trovare anche un argento definito ionico (alle volte colloidale ionico): l’argento ionico è una soluzione composta principalmente da ioni (d’argento) che lo rendono un prodotto di blanda efficacia e stabilità (si altera con la luce, il metallo, i campi elettromagnetici) e soprattutto non sicuro (gli ioni di argento possono esistere soltanto nel soluto, il che significa che una volta a contatto con ioni liberi o in assenza di acqua possono creare danno). Inoltre, gli ioni di argento hanno un potere reattivo molto alto e si legano immediatamente al cloro presente nel corpo (circa 7 secondi) andando a formare cloruro di argento; le particelle non lo fanno. Anche in termini di efficacia, l’azione che il cloruro di argento svolge all’interno del corpo non ha nulla a che vedere con quella dell’argento colloidale. L’argento colloidale invece è composto principalmente da particelle piccolissime, sospese in una sostanza insolubile, avendo come risultato un prodotto maggiormente efficace e stabile: in altre parole un colloide è una particolare miscela in cui una sostanza si trova in uno stato finemente disperso, intermedio tra la soluzione e la dispersione. Questo stato “microeterogeneo” consiste di due fasi: una fase costituita da una sostanza di dimensioni microscopiche e una fase continua disperdente. 

Per definizione, con il termine colloide, si intendono particelle ultra-piccole disperse in un mezzo continuo le cui proprietà dipendono dall’ampia superficie specifica, mentre per ionico si vanno ad indicare atomi che mancano o eccedono di un elettrone.

Effetto Tyndall

I colloidi diffondono la luce, rendendo visibile un raggio. Le soluzioni la disperdono.

Anche a livello di colore, come accennato sopra, l’argento colloide è rappresentato da un colore giallo, in cui la sfumatura di tonalità varia in base alla concentrazione di argento e alla dimensione delle particelle. I prodotti d’argento ionici (soluzioni) sono trasparenti. I prodotti fabbricati mediante elettrolisi (alta o bassa tensione) sono tipicamente soluzioni di argento ionico, non colloidi.
L’argento colloidale, contenente quindi le nanoparticelle d’argento, non richiede di essere conservato nel vetro, non interagisce con la superficie di plastica e quindi può essere consegnato in bottiglie di pet farmaceutico. L’argento ionico invece è fotosensibile e interagisce con la superficie in plastica, oltre che con ogni tipo di campo elettromagnetico.
Quella Colloidale è l’unica forma d’Argento che può essere usata con sicurezza come integratore. E’ assorbito nei tessuti lentamente così da non causare irritazioni, diversamente dal nitrato d’argento, che, data la sua azione tossica, reagisce violentemente con i tessuti del corpo. Il Colloidale viene assorbito direttamente dalla mucosa boccale, bypassando il circolo epatico.
L’argento ionico è disponibile solo per uso topico, quello colloidale è ammesso sia per uso topico che orale.

I sali di argento, o Nitrato d’argento, che ho menzionato inizialmente, invece, sono sali ternari, che si ottengono sciogliendo l’argento metallico nell’acido nitrico e facendo evaporare la soluzione. A temperatura ambiente si presenta come una polvere cristallina incolore molto solubile in acqua. Si decompone facilmente alla luce liberando argento metallico, per tanto viene conservato in bottiglie di plastica scure. Viene utilizzato in fotografia, sebbene appunto come abbiamo visto, lo si ritrova anche in campo terapeutico come trattamento contro le epistassi. È il tipico stick utilizzato dai barbieri per cicatrizzare piccole ferite da rasatura. Diluito in acqua forma una soluzione limpida ed incolore, ma a contatto con la cute può causare ustioni, che si manifestano sottoforma di macchie scure. Infine va eliminato con cura, in quanto se entra in contatto con sostanze come ammoniaca o etanolo, crea composti chimici esplosivi molto pericolosi.

L’ARGENTO COLLOIDALE NON È SALE D’ARGENTO E NEPPURE UN COMPOSTO A BASE D’ARGENTO, MA PER ARGENTO COLLOIDALE SI INTENDE L’ARGENTO ELEMENTARE.

Lo so, l’argomento è molto complesso, ma non fatevi ingannare!

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Ma l’Argento Colloidale è una novità nel mondo della Naturopatia?

L’utilizzo dell’argento colloidale nella pratica terapeutica è riconosciuto fin dai tempi degli Antichi greci e romani, sebbene si debba aspettare il 1800 perché se ne abbia un’ampia letteratura. È stato usato per secoli per prevenire diverse tipologie di malattie, soprattutto le infezioni. Sarà poi solo con gli anni ’40 del ‘900, con la scoperta e l’utilizzo della Penicillina, Sulfanilamide, etc., che l’argento colloidale verrà messo da parte, e spesso anche denigrato dalla comunità scientifica. Tuttavia per curiosità, la NASA usa tuttora l’argento colloidale per preservare la purezza dell’acqua nello Space Shuttle.
Secondo la ricerca, l’argento colloidale è in grado di eliminare fino a oltre 650 specie differenti di microrganismi, pur essendo atossico per qualsiasi essere vivente (che non sia monocellulare).

L’argento colloidale è l’unico antibiotico conosciuto che elimina tutti i tipi di batteri, è noto come antivirale e antifungino (l’antibiotico lavora sui batteri – ciò che lavora su virus e funghi non può essere definito antibiotico, perchè tale non è!).
E’ altresì l’unico antibiotico totalmente innocuo per il corpo umano e per gli animali. Mentre gli altri antibiotici possono danneggiare il fegato e i reni, l’argento colloidale attiva un processo di autoguarigione, bypassando la resistenza degli agenti infettivi.
Per correttezza scientifica quando parliamo di argento colloidale ovviamente non possiamo intenderlo come un vero e proprio antibiotico, in quanto non va a dare informazioni al sistema immunitario di attivazione contro questo o quel patogeno, ma funziona da catalizzatore, impedendo che i globuli rossi cedano ossigeno agli agenti infettanti l’organismo, e nell’arco di 5-7 minuti qualsiasi virus, fungo o batterio muore. È quindi corretto parlare di antibatterico, antivirale, disinfettante.
Altresì non ha alcuna efficacia contro i microrganismi presenti nell’organismo animale, e non danneggia il microbiota eubiotico. Come non ha alcuna azione sugli enzimi dell’organismo pluricellulare che sono molto diversi da quelli delle forme di vita monocellulare.

Un organismo vivente animale è molto più complesso di una capsula di Petri!

L’argento colloidale oltre ad essere utilizzato per contrastare funghi, virus, parassiti viene utilizzato anche per i micoplasmi che svolgono un ruolo molto importante nell’insorgenza di molte malattie che colpiscono uomo e animali come polmoniti, malattie del tratto genitale, artrite cronica, sindrome della stanchezza cronica, probabilmente anche il cancro.
I micoplasmi non possiedono una parete cellulare e a differenza di altri batteri spesso penetrano le cellule diventandone parassiti. L’antibiotico agendo sulla parete cellulare non è efficace, mentre l’argento colloidale, che come abbiamo visto agisce in maniera differente, è un utile strategia contro i micoplasmi.
Se usato con moderazione l’argento colloidale non da effetti collaterali, è sicuro.
Le controindicazioni segnalate sono ovviamente solo in caso di deficit emuntoriale, soprattutto di reni e fegato (insufficienza renale); questo a causa del fatto che l’argento colloidale mette in moto il carico tossinico cercando di eliminarlo: se l’attività renale (via elettiva di escrezione) è in down, le tossine non riescono ad essere ben eliminate e si può incorrere in un accumulo con il rischio di grave tossicità.

Detto ciò, in Europa non è palesemente vietata l’assunzione orale, ma esiste una non-legislazione: ne viene permesso l’uso purché l’etichetta non indichi un’attività terapeutica del prodotto. Inoltre l’utilizzo dell’argento colloidale è permesso all’interno di alimenti e integratori alimentari, ma non è consentito classificarlo di per se come integratore alimentare o alimento. Stesso discorso vale per l’oro colloidale. Quindi, ricapitolando, non esiste espressamente un divieto di utilizzo di queste sostanze ma semplicemente non vengono citate nell’elenco degli ingredienti consentiti.
Non ci sono nemmeno studi che evidenzino reali compromissioni date dall’assunzione accurata e in dosi minimali, e molti veterinari lo prescrivono.
Bisogna però, sempre fare attenzione al tipo di lavorazione in quanto molto spesso si parla di colloidale quando in realtà si tratta di sali d’argento e ioni, realmente tossici.

Sono poi, sempre le esagerazioni a creare il danno (emolisi/congestione polmonare – è un veleno sistemico), non la goccia una tantum (per un animale di 5 kg l’assunzione giornaliera è di 1 millilitro per massimo 7 giorni), quando per goccia intendo l’azione terapeutica mirata, sostitutiva per esempio di terapie molto più invasive come quelle antibiotiche. Inoltre la tossicità ponderale delle nano particelle è di mille volte inferiore a quella delle microparticelle, tanto decantate anche nei prodotti per l’igiene presenti in commercio. Anche qui, è ovvio che l’uso sconsiderato di grandi volumi nell’uso civile (piscine, lavatrici, ecc.) costituisce un serio pericolo nei riguardi della catena alimentare primaria, ma in questa sede non ne facciamo riferimento.

L’argento colloidale nell’animale può essere somministrato massimo per 7 giorni (dal decimo giorno comincia ad accumularsi nei tessuti).

Secondo il MDV S. Messonier è corretto somministrare il 25% del quantitativo giornaliero di Argento colloidale al giorno, calcolandolo attraverso questa formula:


12 x libbre ÷ ppm = gocce

ovvero


Dodici moltiplicato per il numero di chili (libbre) di peso corporeo dell’animale, e diviso per le ppm del prodotto. Il risultato è uguale al numero di gocce di prodotto sicure da somministrare al giorno che è traducibile, secondo il MDV all’ apporto di argento colloidale del 25%.

Altre misure: 1 puff di spray di argento colloidale contiene circa 3 gocce mentre 1 cucchiaino rappresenta circa 5 ml ovvero circa 105 gocce.

Ma non focalizzatevi su queste misure, ed evitate possibilmente il fai da te.

Dove possiamo utilizzare l’Argento colloidale?

L’Argento colloidale aumenta la vibrazione energetica, da informazione al DNA di produrre cellule staminali sane pronte a sostituire quelle ammalate.
Può distruggere i batteri anche quelli antibiotico-resistenti, prevenirne la crescita. Ha un’azione antivirale, antifungina e disinfettante.
Attiva il processo di autoguarigione: attraverso l’argento colloidale è efficace trattare le infezioni da ustioni come antimicrobico topico. È in grado di uccidere alcuni ceppi di lieviti patogeni, tra cui Candida e Cryptococcus, e combattere le infezioni fungine (Tigna) sulla pelle. È utile nel ridurre l’infiammazione da dermatite da contatto ed eruzioni cutanee irritanti. È utilizzato come agente tossico in alcune formazioni tumorali in quanto è in grado di agire sulle cellule oncogene.

Viene indicato per bronchiti, affezioni delle vie respiratorie (attraverso aerosol), riniti allergiche, asma, sinusiti, tonsilliti, otiti, blefariti, congiuntiviti, gengiviti (molto efficacie tamponarne un po’ sulle gengive infiammate anche dopo intervento chirurgico), infezioni vaginali/cistiti, candidosi e tante altre patologie come artriti, dolori articolari, reumatismi, affezioni legate al sistema nervoso. Il suo utilizzo è annoverato anche per aumentare le difese immunitarie in previsione del periodo invernale.


Ma è anche utile per pulire pavimenti in modo naturale, e da spruzzare su superficie dove soggiornano i nostri animali (anche divani) per disinfettarle e deodorarle.


Nonché come disinfettante di primo soccorso per tagli, graffi, e anche in caso di punture di insetti. Può essere infatti spruzzato su ferite aperte (imbevendo una garza e applicandolo come cerotto o semplicemente per ripulire l’abrasione come antisettico con del cotone sterile o in spray), eczemi, piaghe da decubito, ulcere, eritemi, ustioni, verruche, micosi, irritazioni, ragadi, chiazze da tigna, herpes, reazioni allergiche, sulle congiuntive dell’occhio (nell’animale in questo caso scegli le gocce come collirio perché lo spruzzo può spaventare), sulle mammelle in caso di mastite, infiammazioni con pus, come disinfezione del cavo orale (decongestiona le mucose), etc.


Agevola la guarigione, promuove la ricrescita del pelo e sfiamma/decongestiona.

Per concludere… Quando si parla di naturale (termine molto abusato oggi) spesso l’argento colloidale fa capolino.
Ma attenzione, non tutto ciò che è (argento) luccica! In commercio infatti oggi giorno puoi trovare di tutto (e di più) e spesso dietro incantevoli diciture di prima etichetta, si nascondono prodotti non proprio in linea con i principi di salutogenesi che andiamo ricercando.
Per cui leggi attentamente, domanda (più e più volte) al tuo negoziante/farmacista/erborista di fiducia la provenienza e la tipologia di prodotto che ti sta vendendo, informati tu stesso (la salute del tuo animale è di tua responsabilità), attenzione al web e al fai da te (chiedi aiuto a chi utilizza il naturale nell’animale per professione).
E ricorda naturale non significa per forza esente di controindicazioni, e perché un prodotto sia realmente naturale, puro, etico non basta solo una bella grafica e un po’ di pubblicità!

A presto amici

Al prossimo articolo

Non mancate!

Stella

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