NUTRIZIONE: ENERGIA DEL CIBO E PREVENZIONE

Un argomento a me molto caro con il quale voglio aprire le danze di questo nuovo blog di informazione e promozione del benessere, è la nutrizione, parte integrante e assolutamente indispensabile della prevenzione.

La cultura occidentale e soprattutto l’industria mangimistica ogni giorno promuovono un mood nutrizionale poco etologicamente appropriato alle esigenze dei nostri fidati compagni di vita.

Un mood che ha poco a che fare non solo con l’etologia e la fisiologia, ma anche con la sensorialità e il piacere del nutrirsi, e soprattutto con la prevenzione e la salute.

Vi immaginereste voi una vita ad alimentarvi di Saikebon piuttosto che Barette Pesoforma? No grazie! Nemmeno se fossero spacciati per il cibo più salutare sulla terra.
Cioè… ragazzi ma che noia di gusto assurda sarebbe tutti i giorni a barette??

Ebbene, in realtà questo è quello che facciamo vivere ai nostri animali, che per ironia del caso, neanche hanno la libertà di scegliere ciò di cui nutrirsi!

Ma se potessero vivere secondo natura di cosa si ciberebbero cane e gatto?

Il cane è un carnivoro opportunista tendente (oggi con la domesticazione) all’onnivoro (tendente non significa essere onnivoro, ma sta ad indicare come il metabolismo di questo carnivoro sia in grado di utilizzare una più ampia gamma di nutrienti).

In altri termini la sua alimentazione dovrebbe prevedere :
PROTEINE ( carne o pesce, muscolo-organi-visceri-pelle-ossa)
GRASSI (il cane e il gatto utilizzano come fonte energetica i grassi e non i carboidrati come noi)
FIBRE (come verdura e frutta – quest’ultima meglio se per merenda così evitiamo fermentazioni e blocco dei processi digestivi delle proteine)
ma anche CARBOIDRATI (soprattutto per alcune categorie di cani sportivi e da lavoro).

Attenzione! Carboidrati non intendo pane, pasta, pizza, biscotti, perché a onor del vero questi “estrusi industriali” non gioverebbero nemmeno alla nostra salute così tanto.

Con carboidrati intendo cereali e pseudocereali (Grano Saraceno, Amaranto, Quinoa) in chicco o fioccati, possibilmente senza glutine ( il glutine è la colla che mia mamma usava da piccola).

Il cane si ciba sia di prede che caccia ma soprattutto di carcasse: è un po’ uno spazzino!

E il gatto? Il gatto, specie ancora poco compresa oggi e ancora troppo piena di pregiudizi, innanzitutto ha un processo di domesticazione ancora in essere (→ leggi l’articolo) che comporta di conseguenza uno stile alimentare più arcaico e meno flessibile del cane.

In secondo luogo, proprio a differenza del cane – NON E’ UN PICCOLO CANE (RIPETIAMO INSIEME: IL GATTO NON E’ UN PICCOLO CANE, RIPETIAMO DI NUOVO?) -, il gatto è un carnivoro stretto, strettissimo.

Si lo so che i gatti “randagi” di tua nonna mangiano la pasta. So anche che i tuoi “d’appartamento” assomigliano un po’ alle galline di tua nonna perché si nutrono di cereali da quando sono nati. Tali sono le crocchette.

Il gatto dovrebbe cibarsi di carne di pesci e piccoli animali (non ho mai visto un gatto predare e uccidere una mucca o un cavallo…). I topi sono ricchissimi di Taurina, aminoacido letteralmente essenziale per la salute del gatto per esempio (banale).
Grassi (non le patatine bensì burro, strutto, olio di cocco e nemmeno olio di oliva perché il metabolismo del carnivoro stretto del grasso vegetale a livello energetico se ne fa un baffo anche dell’extra vergine!).
E Fibre (vegetali – alle volte bacche – altre alcuni tipi di legumi) che in minima parte trova nell’intestino delle sue prede (già predigeriti, in altre parole sminuzzate e spesso fermentate).

Il gatto non è uno spazzino. Mangia dopo ripetuti tentativi di predazione, piccole prede che vengono digerite velocemente (grazie al pH super acido dello stomaco e non alla masticazione che ci vorrebbe per paciugare una crocchetta! Hai mai messo a confronto la dentizione del tuo gatto con la tua?) e che velocemente lasciano spazio per altro cibo.
In altre parole, il gatto mangia solo ciò che caccia e non rimasugli stantii altrui (carcasse).

Dopo questo riassunto super condensato, very minimal (prometto di dilungarmi in modo più specifico in altri articoletti) vorrei darvi l’ultimo tocco di magia utile ad entrare nel bellissimo mondo della prevenzione che ovviamente va a braccetto con specie-specificità, etologia ed epigenetica, kmzero e stagionalità nonché microbiota.

Non è l’eccezione a fare la regola, ma la continuità si e se noi alimentiamo i nostri animali in modo errato per buona parte della loro vita, contribuiamo a creare disbiosi (ecco perché parlo anche di microbiota) nel loro tratto digestivo, che comporta deficit immunitario o autoimmunità, disordini endocrini ma anche neurocomportamentali, determinando una cascata a non finire di problematiche a carico inizialmente di cute, orecchie, zampe, mantello,.. e poi con patologie sempre più drammatiche e di difficile risoluzione (perché il disequilibrio non ascoltato scende sempre più in profondità fino a ledere gli organi e la loro funzionalità).

Perchè allora complicarci così la vita se possiamo, con un pizzico di furbizia, addirittura migliorarcela?

Non cadere nell’inganno anche tu che uno stile di vita sano, dove mi occupo in prima persona dell’alimentazione e del benessere del mio animale, significhi tanto tempo da investire.
Oggi ci sono molti escamotage, prodotti e professionisti in grado di aiutarti a fare del tempo un quid prezioso.

E’ ovvio che prendersi cura di un animale, al pari di prendersi cura di un figlio, comporta degli oneri e quindi del tempo, ma se lo fai con amore e risultati positivi, stai tranquillo che quel tempo impiegato ti ritornerà moltiplicato.

Ecco da qui direi può partire il nostro viaggio nel mondo della prevenzione che alle volte toccherà aspetti comportamentali, altre tipicamente alimentari e spesso naturopatici.

A presto amici
Al prossimo articolo
Non mancate!
Stella

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